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21 Marzo 2013: a Terni la città si fa Memoria

XVIII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

«La lotta contro se stessi. Ecco il vero cuore della lotta alla mafia. Battere la rassegnazione, la stanchezza, la paura…».
Saveria Antiochia

Il 21 marzo 2013, in occasione della XVIII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, a Terni verrà inaugurato dal Coordinamento provinciale di Libera Terni “Antonino Agostino e Ida Castelluccio” e dal Comune di Terni un’opera inedita, un murale che dedicherà un luogo della nostra città al ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie: semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere, più tutte le altre vittime impossibili da conoscere e da contare e le vittime innocenti, compresi i bambini e le bambine.

Il murale sarà realizzato dagli alunni del Liceo Artistico “O. Metelli” di Terni, coordinati e supportati dall’Arch. Alessio Patalocco e rappresenta il risultato di un percorso educativo e didattico “Fiori di giustizia, semi di corresponsabilità” realizzato dai volontari e dalle volontarie del Coordinamento di Terni dell’Associazione Libera.

Il murale quest’anno sarà dedicato a Roberto Antiochia (nato a Terni il 7 giugno 1962 e morto a Palermo il 6 agosto 1985), Agente della Polizia di Stato. Roberto entrato a diciotto anni nella scuola di Polizia di Pescara ,nel giugno 1983 fu trasferito presso la squadra Mobile di Palermo dove lavorò con Beppe Montana in delicate indagini sull’associazione mafiosa Cosa Nostra. Dopo l’omicidio di Montana, in ferie ma già trasferito a Roma, decise di partecipare alle indagini a fianco di Ninni Cassarà.

Il 6 agosto 1985, mentre accompagnava il Vice Questore Cassarà presso l’abitazione in via Croce Rossa a Palermo, un gruppo di nove uomini armati di Kalashnikov appostati nei piani del palazzo di fronte a quello del vice questore cominciarono a sparare sull’Alfetta di scorta. Antiochia, cercando di fare scudo con il suo corpo a Cassarà che era sceso dall’auto per raggiungere il portone di casa, rimarrà ucciso dagli spari. Cassarà, rimasto ferito dagli innumerevoli spari dei mitra, riuscì a raggiungere il portone ma spirò sulle scale di casa tra

le braccia della moglie Laura, accorsa in lacrime dopo aver visto l’accaduto insieme alla figlia dal balcone della sua abitazione.

Il 17 febbraio 1995, la terza sezione della Corte d’Assise di Palermo ha condannato all’ergastolo cinque componenti della Cupola mafiosa (Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Bernardo Brusca e Francesco Madonia) come mandanti del delitto.

Alla morte di Roberto Antiochia l’Italia ha conosciuto la madre Saveria Antiochia leggendo una sua lettera aperta al ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro, che il quotidiano la Repubblica pubblicò in prima pagina, con il titolo “Li avete abbandonati”. Saveria vi denunciava le condizioni di vita e di lavoro dei poliziotti di Palermo, privi di mezzi di automobili, di binocoli, di computer. Saveria, colta e sensibile, amante dell’arte e pittrice, intraprese da quel momento una lunga battaglia per la verità su quel delitto. Denunciò le complicità tra mafia e istituzioni. E decise di far vivere Roberto nelle sue parole, nella sua testimonianza con la quale non ha mai smesso di rivendicare il diritto dei cittadini a vivere in un paese libero dalla corruzione e dalle mafie.

Nel 1995 aiutò a nascere Libera. Saveria si è spenta a Roma a 79 anni, il 12 marzo 2001.

Alessandro Antiochia, fratello di Roberto e responsabile di Libera Memoria Lazio ha già incontrato a Terni centinaia di studenti suscitando emozione e partecipazione e sottolineando l’importanza della memoria e dell’impegno delle giovani generazioni contro le mafie e la corruzione. Anche i ragazzi e le ragazze che partecipano ai laboratori del Progetto Mandela hanno incontrato Alessandro e da questo incontro è nata la performance, ispirata alla vita di Roberto Antiochia, che accompagnerà l’inaugurazione del murale e la lettura dei nomi delle vittime delle mafie il prossimo 21 marzo a Terni.