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Pietralunga: il bene confiscato diventa laboratorio per campi estivi

Libera in prima linea. Gli altri siti sequestrati in Umbria

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E’ stato il primo bene confiscato alle mafie: ora sarà riconvertito in un centro dove giovani volontari lavoreranno per proseguire nella legalità. Stiamo parlando dell’azienda agricola Col di Pila, situata in una vallata a 5km da Pietralunga, ricca di 100 ettari di terreno, di cui 80 a bosco e 20 da bonificare per uso agricolo. E’ stata confiscata alla famiglia De Stefano, afferente alla ‘ndrangheta reggina: il bene era stato acquistato dai calabresi 30 anni fa. Al suo interno si trova una casa molto grande, con due annessi che però necessitano di una restrutturazione straordinaria. Quello di Pietralunga è solo uno dei beni confiscato alle mafie in Umbria. Tra gli altri si possono ricordare: un terreno a Cannara, un immobile ed un castello a Montebello al boss della camorra Giuseppe Gallo; un’impresa edile sequestrata a Foligno a Francesco Ferranti, collegata alla mafia palermitana; a Spoleto un terreno confiscato agli Agrò di Agrigento, impegnati nella produzione di olio; a Terni un supermercato, due appartamenti ed un magazzino, e a Narni la pizzeria “La vecchia fattoria”, tutto confiscato ai Lo Piccolo di Palermo. Tutti segni che l’infiltrazione mafiosa ha potenzialmente abbandonato la strategia tipica dell’organizzazione militare, e cerchi invece di penetrare nel territorio confondendosi con l’investimento dei propri capitali in attività a primo impatto lecite, inquinando così l’economia e confondendosi con la gente perbene.

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