Settembre 26, 2021

Teoria dell’attaccamento: che cos’è? Quanti tipi di attaccamento ci sono?

attaccamento

Nel campo degli studi psicologici sono state scoperte varie tipologie di atteggiamenti che scaturiscono modi di comportarsi diversi o non del tutto sani per il soggetto che li mette in pratica inconsciamente. Di solito chi è dentro queste dinamiche mentali non se ne rende conto e tende alla negazione di ogni ipotesi che si riferisce anche lontanamente alla situazione. Tra le varie teorie che trattano di questi sistemi mentali si ha la teoria dell’attaccamento di Bowlby. Ma che cosa dice? Quanti tipi di attaccamento ci sono?

Teoria dell’attaccamento: John Bowlby

La teoria dell’attaccamento è stata coniata dallo psicologo, medico e psicoanalista britannico John Bowlby che si è concentrato soprattutto sulla relazione “madre-bambino” e sul legame affettivo che caratterizza il rapporto. John Bowlby nasce a Londra nel 1907 da una famiglia borghese. Viene avviato agli studi scientifici da suo padre, Sir Anthony importante medico che desiderava vedere il figlio John diventare un chirurgo militare. Ma la strada che ha intrapreso Bowlby è ben diversa: infatti decise di laurearsi a Cambridge in Scienze precliniche e psicologia, riuscendo anche a conseguire una seconda laurea in Medica presso University College Hospital e un diploma come analista nel 1937. Dopo qualche anno al Child Guidance Clinic di Londra, diventò psichiatra militare svolgendo questa professione durante il periodo della seconda guerra mondiale.

Di che cosa tratta la teoria dell’attaccamento

In linee generali il concetto di “attaccamento” fa riferimento all’instaurazione di un legame profondo tra due soggetti, di cui una ha il ruolo di accudire l’altra. Bowlby partendo da questa idea afferma che un bambino che ha vissuto fin dai primi attimi in stretto contatto con la madre o con chi se n’è preso cura, tenderà a sviluppare verso questo soggetto altro un forte attaccamento affettivo. Dato che non sempre è la madre che si prende cura del bambino (ad esempio per cause di morte o malattia), Bowlby dà un nome ad un’altra possibile figura, chiamandola “caregiver” che in italiano significa “assistente familiare”. Punto fondamentale alla base di questa teoria è che il bambino ha una serie necessità di formare questo legame di attaccamento con almeno un soggetto, altrimenti potrebbero emergere con la crescita problemi nell’interazione e integrazione sociale.

Bowlby inoltre identifica degli “stili” di attaccamento, cioè atteggiamenti che il bambino assume nei confronti della madre o caregiver:

  • Lo stile “Sicuro”, in cui il bambino gioca tranquillamente con la presenza del caregiver nella stanza. Ma nel momento in cui quest’ultima esce e il bambino rimane solo o con uno sconosciuto piange o si sente abbandonato.
  • Lo stile “insicuro-evitante”, il bambino non presta attenzioni al caregiver, ignorando ogni sua mossa. 
  • Lo stile “insicuro ambivalente”, in cui il bambino assume atteggiamenti contraddittori nei confronti del caregiver: prima lo cerca, poi lo ignora e se questo lo lascia da solo non perdona facilmente.