Ottobre 25, 2020

Varicella: come riconoscerla

Varicella

La varicella è una malattia esantematica piuttosto contagiosa che colpisce prevalentemente i bambini, i giovani e gli adolescenti. La sua causa primaria è il virus varicella-zoster che può provocare, anche a distanza di diversi anni, l’herpes zoster conosciuto anche con il nome di fuoco di Sant’Antonio. Nella stragrande maggioranza dei casi, la varicella guarisce anche spontaneamente e ha un decorso naturale benigno, il rischio maggiore si ha quando le difese immunitarie sono basse, come può accadere nei soggetti affetti da HIV o i bambini trattati con immunosoppressori, chemioterapie o cortisone.

Sintomi della varicella

I suoi sintomi principali sono la comparsa di diverse chiazze rosse che dapprima risultano piatte per poi essere in rilievo, per poi ancora evolvere in vescicole, delle bollicine piene di liquido chiaro. Queste vescicole si formano un po’ su tutto il corpo, in particolare sul cuoio capelluto, sul torace, sul viso, sul dorso e, in casi più rari, nella mucosa orale e in quella vaginale e all’interno degli occhi.

La varicella è molto contagiosa, colpisce circa il 90% delle persone suscettibili o sieronegativi. Il contagio, che avviene prevalentemente nelle scuole, è soltanto interumano, ossia solo tra uomo e uomo e inizia 2 o 3 giorni prima della comparsa della prima eruzione cutanea.

Può avvenire toccando le vescicole oppure per via aerea tramite le gocce di saliva che l’ammalato può espellere con starnuti, parlando o con dei colpi di tosse.

Il soggetto, quindi, sarà contagioso nelle 24/48 ore che precedono la comparsa delle prime vescichette e nei futuri 6 giorni, fino a quando queste non diventeranno crosticine. Nelle persone immunocompromesse, invece, il periodo di contagio sarà più lungo.

Decorso della malattia

Il decorso della malattia è suddiviso in tre fasi che sono il periodo di incubazione, la fase prodromica e la fase di remissione.

L’eruzione cutanea della varicella è preceduta da un periodo di incubazione che dura 13-17 giorni e da una fase prodromica che dura circa 48 ore. Il periodo precedente alla comparsa dell’eruzione cutanea, appunto la fase prodromica, è caratterizzato da leggera tosse, perdita di appetito, febbre e malessere in generale. Successivamente abbiamo la fase esantematica che inizia con la comparsa delle prime macchie rosse piane di circa 2-3 millimetri, che i medici chiamano Macule, dopo poche ore, le macule si trasformano in papule ossia diventano in rilievo.

Dopo circa 6-8 ore, le papule si riempiono di liquido e diventano vescicole che, dapprima, sono di colore chiaro e il contenuto trasparente, dopo circa 24 ore, quest’ultimo si intorpidisce e il colore delle macchie assume un aspetto lattescente.

Queste lesioni non si manifestano mai tutte insieme ma solo a distanza di qualche giorno l’una dall’altra e a piccoli cicli, per questo sul corpo del paziente sono presenti eruzioni di diversi stadi che provocano un prurito più o meno fastidioso e intenso.

Può capitare che alcune papule guariscano precocemente senza diventare vescicole, così come, in caso di un’ulteriore infezione batterica, può succedere che le vescichette si trasformino in pustole dal colore giallo con la presenza interna di materiale purulento.

La fase finale della varicella

La fase finale è quella della remissione e avviene quando le vescicole diventano croste, per poi guarire definitivamente con l’essiccamento e la caduta delle stesse. In questo stadio di remissione, le vescicole si ricoprono di crosticine scure de si staccano autonomamente dopo circa 7-20 giorni, senza lasciare alcuna cicatrice. Se invece il paziente tenderà a grattarsi continuamente e a rompere le vescicole e le crosticine prima che cadano da sole, potrà capitare che rimangano dei segni permanenti.