Ottobre 25, 2020

Calcolo del danno biologico: come funziona?

danno biologico

L’importanza della salute e l’integrità dell’individuo viene riconosciuta anche dalla legislazione, che tutela la persona attraverso il danno biologico. Ma come avviene il calcolo del danno biologico?

Per riuscire a capire a fondo l’idea alla base del danno biologico, bisogna capire che il benessere psicofisico della persona viene considerato dalla legge un bene di tipo primario, da salvaguardare con le giuste misure.

Per danno biologico, infatti, si fa riferimento ad un danno che lede l’integrità fisica o psicologica dell’individuo. Esso trova la sua ragion d’essere nell’articolo 32 della Costituzione, che intende tutelare la salute della persona – riconoscendola come diritto di tutti – e assicura alla stessa cure gratuite.

Essendo stabilito come misura legislativa, il danno biologico dev’essere quantificato. I danni subiti dalle persone – infatti – possono essere diversi a seconda della situazione, definita da una condizione temporanea o permanente.

Calcolare l’entità del danno subito serve dunque a calcolare il risarcimento giusto da fargli corrispondere.

Il calcolo in questione avviene con le note “Tabelle di Milano”.In che modo queste possono aiutarci ad effettuare il calcolo del danno biologico?

Di seguito, qualche indicazione utile per imparare a riconoscerne l’entità.

Come si calcola il danno biologico?

Il danno biologico riguarda unicamente la persona e non la perdita di produttiva lavorativa, in altre parole, non viene considerato il periodo di convalescenza e quindi i giorni di lavoro persi. Questa tipologia di perdita, rientra in un calcolo differente.

Ma la domanda che ci si pone è come si può quantificare una contusione per una caduta oppure il fatto di dover portare un tutore per 20 o 30 giorni. Per rispondere a queste domande si possono utilizzare delle tabelle e dei parametri specifici.

Distinzione tra invalidità permanente e invalidità temporanea

Bisogna comprendere da subito se si tratta di un’invalidità permanente o di un’invalidità temporanea. Per stabilire il danno biologico bisogna prendere in considerazione diversi parametri. Vediamo insieme quali sono.

Invalidità temporanea

Per invalidità temporanea si intendono quei giorni che passano dall’incidente avvenuto e il completo o totale ristabilimento, che deve comprovato da un medico specialista.

Invalidità permanente

L’invalidità permanente si verifica quando alcuni danni, causati da sinistri, non possono essere eliminati con le cure oppure con le terapie. In tal caso, il danno subito resterà per sempre.

Danno tanatologico

Questa tipologia di danno viene causato a terzi da morte altrui e quindi il risarcimento di danno biologico viene dato agli eredi del defunto.

Accertamenti medici del danno biologico

L’invalidità che sia temporanea oppure momentanea deve essere accertata da medici professionisti. Il soggetto che è stato danneggiato deve sottoporti a visite e perizie medico legali.

Il medico , dopo aver effettuato la visita , deve attribuire un valore , espresso in percentuale, del danno subito dal soggetto. Ad ogni punto percentuale è attribuito un valore economico.

Il valore economico non è fisso , ma varia in base a :

  • Età del soggetto danneggiato – maggiore è l’età, minime è il valore del rimborso;
  • Giorni di inabilità temporanea – i valori percentuali sono : 100% , 75% , 50%, 25%. La percentuale diminuisce quando ci si allontana dal giorno del sinistro, infatti, si presume, che con il passare dei giorni, il soggetto danneggiato riesce ad acquisire indipendenza oppure manualità.