Ottobre 22, 2020

Gubbio: cosa vedere e cosa fare in due giorni

Gubbio

Gubbio è un comune dell’Umbria che possiede il territorio più esteso dell’intera regione. Città di chiese medievali, folclori e spiritualità ed è anche nota per uno degli episodi più singolari della vita di San Francesco e cioè l’incontro con il lupo. A prima vista appare come un insieme compatto di edifici su più livelli direttamente ai piedi del Monte Ingino. Il centro storico è invece di origine medievale con vie e vicoli e che seguono la pendenza di tipo collinare e che sbocca su splendidi panorami tutto rispettando quel rapporto di pura armonia tra natura ed insediamenti umani che è tipico delle città dell’Umbria. Se abbiamo due giorni a disposizione vi proponiamo un itinerario da seguire per cogliere le meraviglie che questa cittadina ha da offrire.

Primo giorno a Gubbio

Potremo partire per la nostra visita a Gubbio dal suo affascinante baricentro e cioè Piazza Grande. Poche sono le piazze italiane che godono di una simile apertura. La piazza, che è stata realizzata nel 1321, si trova infatti ad un livello superiore rispetto a gran parte del centro e funge da terrazza panoramica sui tetti della città e sulla campagna circostante. Affacciandoci dalla piazza potremo scorgere Palazzo Pretorio che è oggi sede del municipio e Palazzo dei Consoli.

All’ esterno potremo scorgere la torretta ed il tetto merlato con una grandiosa sala con volte a botte, l’arengo. E’ anche sede del museo civico e che conserva le famose tavole eugebine, lastre del secondo o terzo secolo con scritte in lingua umbra. Proabilmente son ostate rinvenute nei pressi del Teatro Romano appena fuori le mura. Potremo poi giungere al Palazzo del Capitolo dei Canonici e giungere al Duomo dedicato ai santi Giacomo e Mariano. Poco più in alto troviamo poi il Palazzo Ducale.

Un pranzo al sacco potrà essere fatto al Parco Ranghiasci, attorniati da tigli e castani e riposarsi al giardino del Tempietto. Attraversato il parco potremo giungere al Torrente Camignano.  Potremo trovare Porta Metauro ed il Palazzo del Capitano del Popolo. Costeggiando il torrente arriveremo alla Chiesa di San Domenico. Da qui si può decidere di tornare su Piazza Grande percorrendo Via dei Consoli, tra le più belle di Gubbio, costellata di tipiche palazzine gotiche tra cui Palazzo del Bargello, che si apre su un piccolo slargo con al centro la Fonte di S.Giuliano (1500).

Il riferimento a quest’ultimo luogo cittadino ha soprattutto valore folcloristico: usanza cittadina vuole che il turista che compie tre giri di corsa intorno alla “Fontana dei Matti” meriti la “patente da matto”, titolo onorario per questa città nota per l’imprevedibilità dei suoi abitanti. La pianeggiante via Cavour ci conduce invece nella Piazza Quaranta Martiri che prende nome dalle vittime dell’eccidio tedesco del 1944 (l’omonimo Mausoleo si raggiunge al di là di Porta degli Ortacci, nei pressi della Chiesa della Madonna del Prato).

Lungo il fianco meridionale della piazza, da cui si può ammirare una bellissima veduta di Gubbio stagliata sul fianco del monte, si trova il Convento di San Francesco (1255), che conserva una preziosa raccolta d’arte sacra e testimonia il forte legame tra la città e il santo di Assisi. La sera potremo gustare la cucina umbra con il tartufo come re della tavola magari abbinato a piatti di pasta fresca e carne.

Secondo Giorno

Da Piazza Quaranta Martiri, si giunge alla chiesa romanica di San Giovanni Battista nel cuore medievale di Gubbio, percorrendo via della Repubblica che, al termine, incrocia via Savelli della Porta dove nella Chiesa di San Francesca della Pace, secondo la tradizione, la notte il lupo addomesticato rogava rifugio. Lungo la via anche la Chiesa di Santa Maria Nuova (1270-1280) e il Palazzo della Porta. In fondo alla strada, infine, si trova il Museo della Maiolica a lustro, vanto di Gubbio. Parallelo a via Savelli, Corso Garibaldi conduce al quartiere di San Pietro con la chiesa omonima che mostra all’interno mirabili affreschi. Gubbio propone un prodotto veloce e gustoso, la crescia, surrogato del pane cotto sul testo e farcito con prosciutto, salsiccia o pecorino.

Nel pomeriggio risaliamo le pendici del monte Ingino seguendo ripidi tornanti che ci conducono alla Basilica di S. Ubaldo (872 m di altitudine), patrono della città (la basilica si raggiunge anche in altri due modi: prendendo la funivia da porta Romana o precorrendo in auto una strada asfaltata lunga 6 Km che inizia da porta Metauro). Lo spettacolo che si gode da quassù è duplice: guardando verso valle si ammira Gubbio nella sua interezza, alzando gli occhi verso la vetta, invece, si gode della vista di una pineta lussureggiante che in inverno ospita le luci dell’albero di Natale più grande del mondo.

A Sant’Ubaldo è inoltre dedicata una delle manifestazioni cittadine più sentite dai residenti, la Festa dei Ceri. Anche i dintorni di Gubbio meritano una visita. A mezzora dal centro si può raggiungere il Parco regionale del Monte Cucco che costituisce uno dei luoghi più panoramici dell’Italia centrale, e il Parco regionale del Monte Subasio, poco più distante, che comprende anche la città di Assisi e l’Eremo delle Carceri. Altra meta fuori porta, di grande valenza geologica, è la Gola del Bottaccione a soli 2 Km dalla città e percorribile a piedi per un lungo tratto.