Aprile 18, 2021

Rumeno o Romeno: che cosa significa? Qual è la forme più giusta da usare?

lingua italiana

Spesso nella lingua italiana ci sono parole che cambiano intonazione e si modificano nel gergo parlato di una società.  Queste stesse parole possono cambiare del tutto significato oppure condividerne il medesimo cambiando la struttura della parola. In questo articolo si tratterà la differenza tra le parole “Rumeno” e “Romeno”, cosa significa, la storia che c’è dietro e quale forma è più indicata da usare.

Rumeno o Romeno: origine e storia

Il significato di questa due parole è lo stesso e si rifà al nome degli abitanti della Romania. In realtà nel lessico della lingua italiana entrambe le forme (Rumeno e Romeno) vengono trattate come varianti l’una dell’altra e quindi utilizzabili come si preferisce. Molti dei vocabolari italiani più celebri, come Treccani, Lessico Universale Italiano, Sabattini-Coletti e altri scrivono tutti e due le varianti come equivalenti. Questo perché col tempo nessuna delle due parole ha prevaricato sull’altra , ma entrambe venivano usate in modo quantitativamente uguale e quindi una non ha dominato l’altra. Non solo nella lingua italiana si trovano delle varianti su queste parola. Nella lingua di Romania esistono due forme diverse per indicare gli abitanti della Romania: “Roman” che è il più antico e usato nella cultura antica di questo paese, e poi “Ruman” dal latino che però si traduceva come Romano riferito alla popolazione latina. La Romania è uno stato piuttosto recente che incomincia l’unificazione tra le varie regioni nella seconda metà dell’ottocento, quando Valacchia, Transilvania, Maldania, Dobrugia avviando la formazione del territorio e terminando ufficialmente il processo solo dopo la seconda guerra mondiale. I territori che oggi fanno parte della Romania furono abitati in origine dai Daci, una popolazione indoeuropea. A livello linguistico la popolazione è divisa in quattro aree: la lingua “Dacoromeno”, “Aromeno”, “Meglinoromeno” e “Istromeno”.

IL SIGNIFICATO DEI TERMINI

Una studiosa di nome Luisa Valmanin ha cercato di capire queste differenze tra le due varianti nel suo saggio “la guerra del Ru- e del Ro-” : secondo la Valmanin la differenza delle due parole non è solo di tipo formale ma si collega direttamente alla storia sociale e politica del popolo romeno che negli anni si è andata a trasferire anche semanticamente sulla parola. In alcuni documenti molto antichi che sono stati ritrovati (XVI secolo circa) viene spiegato il termine “Ruman” che stava ad indicare l’unità etnica, l’apparenza al popolo ma anche il concetto di schiavo o servo. In realtà pur essendo stata abolita la gleba intorno al 1700, in Romania il significato negativo legato al termine viene usato o interpretato ancora per riferirsi a chi appartiene alle classi più umili.

L’altra variante, “Romeno” nasce poco tempo fa nella prima metà del novecento con il linguaggio dato dai quotidiani e dai media dell’informazione. Riguardo questa differenza tra Ru e Ro ci sono stati dibattiti in moltissime lingue con motivazioni che sostenevano o l’una o l’altra radice secondo fatti storici o etici. Uno dei motivi a sostegno di “Rumeno” era di base latina: la forma con “Ro” veniva vista come un ‘evoluzione della parola collegata alla fraternità latina dei consanguinei Daci. Oggi questi scontri si sono dissolti e ufficialmente per la lingua italiana è possibile usarle entrambe , anche se sembra che l’espressione “Rumeno” venga usata più spesso.