Giugno 13, 2021

Arcivescovo di Milano che istituì il Carroccio: ecco chi era Ariberto da Intimiano

Ariberto

La storia è ricca di uomini potenti che hanno lasciato il segno attraverso eventi che hanno cambiato radicalmente la tradizione e gli anni avvenire. Tra questi c’è l‘Arcivescovo Ariberto da Intimiano, che mantenne la carica come arcivescovo di Milano durante la prima metà del XI secolo. Riuscì ad alzare di livello l’arcidiocesi di Milano e ad ottenere un innalzamento del potere temporale mai visto prima nella storia della chiesa cristiana. La sua è stata una vita dedicata alla chiesa e all’unico obbiettivo di donarle il potere e la superiorità che gli spettava.

Biografia

L’Arcivescovo Ariberto nasce nel comune di Intimiano, in provincia di Como nella Lombardia da una famiglia nobile. Il padre Geriardo faceva il feudatario e possedeva una corte ad Intimiano che era l’abitazione della famiglia di Ariberto. Fu ordinato prete molto intorno al 1016 e due anni dopo venne eletto Arcivescovo di Milano in piazza Duomo con una bellissima cerimonia. La scelta di nominarlo arcivescovo venne soprattutto dai voti dei vassali episcopali e dalla concessione dell’imperatore Enrico il Santo.  Prima di lui gli arcivescovi non erano soliti gestire altri ambiti non conformi a quelli di chiesa, mentre Ariberto esercitava fortemente il potere temporale su tutto il Regno D’Italia. Nel 1026 incoronò re d’Italia Corrado II il Salico che si recò a Milano proprio per l’occasione. In quegli anni Ariberto si occupò di moltissimi affari per conto della chiesa viaggiando in tutta Italia, uno tra questi fu quello di interrogare il capo di un gruppo religioso accusato di eresia per via di rifiuto delle scritture e del clero. Il suo lavoro per aumentare il potere temporale della chiesa raggiunse i massimi livelli durante gli anni della sua carica, ma appena morì incominciò il declino di quello che poi è stata la fine di questo potere.

L’istituzione del Carroccio

Negli anni tra il 1034 e il 1035 scoppiarono le prime rivolte contro il sempre più crescente potere temporale. Ariberto aveva guidato una spedizione militare per andare ad aiutare il re Corrado II il Salico nella conquista della Borgogna. A Milano però era iniziata una ribellione da parte dei feudatari contro Ariberto il cui potere andava sempre più aumentando. Questo scontro avvenne nella guerra di Campomalo che vedeva alleati tutti i maggiori nemici di Ariberto: gli abitanti del Sepro, di Martesana, di Lodi, di Cremona e di Pavia compresi i feudatari di Milano. In questa battaglia fu ucciso uno degli alleati più vicini all’Arcivescovo e questo lo indebolì. Corrado II il Salico assistendo a questa ribellione e capendo che Ariberto era ormai diventato un pericolo sia per il suo eccessivo potere che per l’odio che aveva da moltissima gente decise di farlo imprigionare nella fortezza vicino Piacenza. L’arcivescovo riuscì però a fuggire tornando a Milano, e con l’alleanza dei cittadini , dei vassali e valvassori fortificò le mura della città. Corrado II attaccò Milano e Ariberto come difesa impose l’uso del Carroccio: un carro da guerra a quattro ruote con i colori del comune che trasportava un altare e una croce. Infine Ariberto venne scomunicato da papa Benedetto IX anche se per poco tempo.